
Algoritmi, burnout e contenuti infiniti: e se la soluzione fosse uscire dalla piattaforma?
PED, Reels, caroselli, post, Instagram, TikTok, YouTube e chi più ne ha più ne metta. Sei un imprenditore, un freelance: hai clienti da gestire, clienti nuovi da trovare, il commercialista, i dipendenti, devi stare al passo con i tempi, devi trovare l’offerta che vende… diciamo che hai già un bel po’ di gatte da pelare.
Ma ehi, non è mica finita qui…NO! Da un po’ devi anche stare dietro al tuo PED (piano editoriale). Te l’hanno detto tutti: se non sei sui social sei invisibile. Ma non solo: non devi solo esserci, devi essere costante, devi metterci la faccia, devi postare almeno 3/4 volte a settimana, devi avere svariati tipi di contenuto…quello che vende, quello che fidelizza, quello che ti fa scoprire da nuovi follower, devi avere il tuo target specifico perché non puoi parlare a tutti…tutto bello, tutto giusto.
Ma tutto questo ci sta portando al burnout🤯?
Mi ci metto anch’io in questo ragionamento, perché anche io sono una freelance che cerca di fare tutto quello detto sopra. Mantenere questa presenza costante nel mostrare il nostro brand o personal brand porta con sé un livello altissimo di aspettative: verso noi stessi e verso i nostri follower. Perché sai, se non sei costante o non sei sui social, forse non vali abbastanza. Perché sai, se non hai l’hook perfetto la gente scrolla, la tua retention crolla e l’algoritmo non mostrerà il tuo contenuto a un bacino più ampio. E allora dai, facciamo l’ultimo trend del momento che quello sicuro ci fa andare virali…

Oh, bravo! Finalmente hai il reel con +50.000 views. APPLAUSI👏. Hai +400 follower nuovi. Peccato che, e forse questo non lo dicono tutti , l’algoritmo spesso quei contenuti non li mostra più neanche il giorno dopo ai tuoi nuovi 400 follower. Eh già: oggi sì, domani no.
Vale per Instagram, per TikTok, per YouTube. Pensaci un attimo: forse ti ricordi che qualche tempo fa, se guardavi i contenuti di una persona, il tuo feed per giorni era pieno di lei. Oggi non più. Oggi ti appassioni a qualcuno, lo segui, poi vai tre minuti a cercare un weekend in Toscana e il tuo feed si riempie di agriturismi, ma solo per poco, perché domani cambierà ancora.
Stavo ascoltando un podcast di Mel Robbins giorni fa che spiegava che per costruire una vera amicizia occorrono tra le 50 e le 90 ore passate insieme con una persona, e ben 200 ore per arrivare a un’amicizia profonda. E tu mi dirai: ma che c’entra l’amicizia? C’entra, eccome.
Perché anche con i tuoi clienti funziona così: non comprano al primo contatto, hanno bisogno di tempo per fidarsi. Quindi serve tempo per costruire questa sorta di relazione tra te ed il tuo potenziale cliente.
Considera che il 70% del percorso d’acquisto avviene ancora prima che quella persona ti contatti direttamente. Tu non puoi permetterti di affidare tutto questo solo a un algoritmo che oggi ti mostra e domani no. Fatti una domanda: secondo te la piattaforma spinge te, o spinge i contenuti che tengono le persone incollate allo schermo il più a lungo possibile, così da mostrare più pubblicità?
Qual è quindi il punto? Qual è la soluzione?
Ti dico la mia. Secondo me l’utente lo devi portare nel tuo territorio. Deve appassionarsi a te e deve uscire dalla piattaforma in cui ti ha scoperto, perché i social, a mio avviso, servono esattamente a questo: a farti scoprire. Il passo successivo è portarlo nel tuo ambiente, dove sei tu a decidere le regole.
Uno dei modi migliori per farlo? Un blog, e guarda caso sei qui proprio per questo, eheh😉.
Dal blog puoi poi portare l’utente alla tua newsletter ad esempio.
⚠️Attenzione però: la newsletter deve avere un valore reale. Siamo già sommersi di email che non leggiamo e non vogliamo. L’utente si iscrive in modo consapevole perché sa che riceverà qualcosa di utile in cambio.
Un esempio concreto: sei una mental coach e ogni settimana nella tua newsletter condividi un esercizio pratico per aumentare l’autostima. Nel blog inserisci link strategici verso le pagine del sito tra cui l’iscrizione alla newsletter e nella newsletter, insieme al valore settimanale, menzioni i tuoi corsi o i tuoi eventi.
Tornando al podcast di Mel Robbins: in questo modo stai costruendo una relazione. Il tuo potenziale cliente passa sempre più tempo con te, e qui sei tu che comandi non l’algoritmo.
La discussione è aperta: se vuoi dire la tua, scrivilo nei commenti qui sotto 👇
